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svalutazione del sesso
Mi
sembra che tu abbia vissuto la tua vita come una candela nel
vento, senza mai sapere a chi aggrapparti quando la pioggia
veniva giù.
La tua
candela si è consumata molto prima che la tua leggenda potesse
finire.
La
solitudine è dolorosa, è stata la parte più dura da recitare.
Il
mondo dello spettacolo ha creato una superstar, una celebrità,
ma la sofferenza è stato il prezzo che tu hai pagato prima di
morire.
Le
corti ti hanno perseguitato, ma i giornali alla fine tutto
quello che hanno potuto dire è che sei morta.
Addio…..
da un
uomo che vede in te qualcosa di più che un oggetto sessuale,
molto di più che la nostra solita modella.
Questi
versi di una canzone composta in ricordo di Marylin Monroe,
utilizzata per commemorare Lady Diana, è stata ultimamente
impiegata per Anna Nicole Smith, una playmate morta in
circostanze drammatiche agli inizi di Febbraio 2007.
Una tale
composizione bene si adatta alla vita di tante giovani donne
prese dal successo facile per la loro avvenente bellezza, ma che
poi si sono trovate a vivere una vita difficile distrutte, come
candele nel vento, dalla loro stessa incapacità a gestire tutto
un mondo artificioso e disumano intorno a loro.
Uno
studio recente, proprio del febbraio 2007, dal titolo “Report of
the APA Task Force on the Sexualization of Girls” riporta gli
esiti di una ricerca sui contenuti e gli effetti di diversi
strumenti di comunicazione sulle giovani donne:
Il
rapporto della American Psychological Association osserva che:
“alla
televisione, i giovani si confrontano con un mondo che è
sproporzionatamente maschile, soprattutto nei programmi
destinati a un pubblico giovane, e in cui i personaggi femminili
spesso appaiono in modo molto più attraente rispetto ai maschi”.
I
ricercatori aggiungono che vi sono elementi che dimostrano che
la sessualizzazione delle ragazze, e il conseguente sentimento
negativo nei confronti del proprio corpo, in definitiva può
portare a problemi sessuali in età adulta.
Essi
affermano che un altro problema si lega all’idealizzazione della
giovinezza, come l’unico stadio buono e bello della vita.
L’attuale
boom dei prodotti contro l’invecchiamento e della chirurgia
estetica, che manipola impietosamente, qualsiasi parte del corpo
femminile, è il risultato di questa imposizione di uno standard
di bellezza, che non aiuta certo a realizzare quella
accettazione di sé alla base per uno sviluppo ed una crescita
matura.
Tutti questi settori di influenza: televisione, video musicali,
testi delle canzoni, riviste, film, video giochi e Internet,
combinati insieme, producono una serie di problemi per le
ragazze.
Il
rapporto dell’APA afferma che la sessualizzazione è legata a tre
dei più comuni problemi mentali delle ragazze e delle donne:
disordine alimentare, bassa autostima e depressione.
Le
disfunzioni relazionali riguardano senz’altro il sesso in quanto
risulta essere il terreno più evidente per manifestare un
disagio psicologico.
La nostra
società ci ha trasformati in consumatori anche per quanto
riguarda il sesso; ci vede come utilizzatori di una parte del
nostro corpo per darci piacere, per colmare il nostro vuoto
esistenziale, il nostro bisogno di comunicazione.
Il sesso
da realtà relazionale diviene realtà di consumo ( turismo
sessuale, spettacoli di vario genere, sexy shop, merce di
scambio).
Il sesso
viene commercializzato a tutti i livelli.
L’iperstimolazione
sessuale è evidente nel mondo della pubblicità, nel modo di
vestire e di procedere nella vita.
Il
messaggio sessuale come piacere viene sfruttato per reclamizzare
gelati o cioccolatini; così pure la propaganda di profumi per
uomo o per donna vengono accompagnati da spot pubblicitari con
scene di passione, atteggiamenti di seduzione.
Il sesso
diviene il mezzo per darsi piacere, in quanto il sesso
appartiene a tutti gli esseri umani, tutti ne possono disporre a
proprio piacimento. E’ visto come un bene di consumo che
posseggono tutti, a qualsiasi età, a qualsiasi condizione
sociale, culturale appartengano.
Essendo
il sesso espressione di energia, potenza, vitalità, diventa il
terreno su cui incamminarsi per potersi dare vita.
Il danaro
può essere frutto di aspirazione, così il successo, mentre il
sesso è disponibile nell’immediato, è una realtà di cui poter
disporre più facilmente nell’immediato.
Tutto
questo spinge a cogliere, oggi, nel sesso unicamente un aspetto,
che accresce la solitudine, l’isolamento, l’individualismo,
l’egoismo.
Da realtà
relazionale il sesso è stato modificato, alterato in organo di
senso capace di accrescere una condizione solipsistica, capace
di far provare un piacere individuale.
L’altro è
soltanto un pretesto, può essere cosificato senza troppa fatica.
Il
piacere perseguito ad ogni costo, piega l’altro al mio
desiderio. Certamente chi manca di risorse personali adeguate,
chi ha difficoltà nell’instaurare relazioni interpersonali
feconde può restare affascinato dal pensiero di conquistare con
la violenza quanto l’immaginario sociale costantemente lo induce
a procurarsi.
Il
desiderio viene acceso così nei modi più disparati e quando meno
te lo aspetti. Viene esercitata una pressione notevole sul
comportamento e sotto la spinta della passione diveniamo noi
stessi voglia e ci riteniamo onnipotenti.
Tutto
questo poi atterra in una condizione di estrema fragilità
ritrovando un profondo non senso nella vita di ogni giorno.
Frustrazione, depressione, insoddisfazione conducono a stati di
dipendenza da sostanze, da alcool, dal gioco, dallo stesso sesso
in maniera irrefrenabile, in maniera compulsiva.
Dipendenza dall’alcool, dal lavoro, dal partner, dalle droghe,
dal cibo, dal sesso, dal danaro, dagli acquisti, dal gioco è un
modo attuale di vivere nelle nostre case.
Cosa si
nasconde dietro tutto questo?
Un
bisogno di assoluto, di certezza, di felicità.
E’ un
richiedere a cose effimere una risposta d’infinito.
In genere
nasce dal rimuovere tale bisogno dinanzi a situazioni difficili.
Ammettere
questo bisogno d’infinito libererebbe il nostro mondo interiore
dalla costrizione.
La
mancanza di equilibrio, di sapere gestire le situazioni
difficili ci spinge a cercare altrove nelle dipendenze un
appagamento a tale necessità interiore.
La
dipendenza prolunga l’essere viziati, la permanenza nel grembo
materno.
Si tratta
di una fuga dalla realtà.
Dagli
studi pubblicati nelle riviste scientifiche, risulta che
l’esposizione ad una tale svalutazione del sesso è associata,
tra l’altro, alle seguenti tendenze:
1.
Maggiori
difficoltà matrimoniali e rischi di separazione e divorzio.
2.
Minore
intimità matrimoniale e appagamento sessuale.
Maggiore appetito per la pornografia ed attività sessuale
associata a pratiche violente, illegali o pericolose.
3.
Svalutazione della monogamia, del matrimonio e della paternità e
maternità.
4.
Aumento
del numero delle persone con comportamenti sessuali compulsivi e
derivanti da dipendenza.
5.
Infedeltà.
La
famiglia ha bisogno di riappropriarsi del proprio ruolo
educativo in quanto è nella famiglia che i figli imparano,
guardando i genitori, a capire come si vive amandosi, come si
ricompongono le divergenze, come si armonizza il diverso modo di
pensare, come si integrano le differenze maschio- femmina, le
diverse sensibilità.
L’educazione inizia con la vita stessa, quando cominciamo a
sviluppare la consapevolezza di “essere figli” e ad accettare
con riconoscenza la vita ricevuta, fino ad arrivare
all’esperienza della donazione definitiva della nostra persona
nell’amore, che si realizza e si concretizza attraverso la
donazione del corpo nella relazione uomo-donna.
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