Ci
incontreremo alle 9.30
per pregare insieme celebrando l’Eucarestia e riflettere, subito dopo,
sul tema della giornata attraverso un lavoro di coppia e di gruppo.
Vivremo il
pranzo come condivisione.
[Invitiamo,
perciò, ciascuna coppia a provvedere portando qualcosa da mangiare per
condividerlo con gli altri come agape fraterna].
Nel pomeriggio, l’esperienza in gruppo sarà di aiuto per giungere
insieme ad una revisione dei vissuti personali e ad una visione
costruttiva del nostro essere coppie e famiglie cristiane.
Ci aiuteremo
a tracciare alcuni possibili itinerari da vivere nelle nostre famiglie
per far sì che il legame amoroso costituisca sempre di più l’aspetto
caratteristico del nostro essere coppia.
Il
termine è previsto per le 17.30
Il legame
tra affetto e amore
L’affettività è ben altra cosa dall’amore; ha una sua logica, mostra
esigenze le cui caratteristiche vanno riconosciute e tenute distinte da
tutto quanto investe il mondo dell’amore.
La relazione
affettiva, ad esempio, è caratterizzata dall’impazienza, non concedendo
tempo all’altro e a se stesso.
Rifiuta di
lasciare all’altro lo spazio di cui ha bisogno per vivere, per essere.
Sottilmente,
nella relazione affettiva, è presente una volontà di dominio, di
controllo, di sopprimere ciò che non va nell’altro secondo schemi
precostituiti..
Vi è
impossibilità a sopportare il vuoto, impossibilità di fare posto
all’altro, al nuovo, a ciò che è diverso da sé.
L’uomo
riesce ad avere affetto, slancio verso l’altro quando l’altro lo
costruisce, lo gratifica, lo realizza; è capace di provare affetto
quando l’altro è buono, amabile, quando è secondo i suoi desideri.
Altrimenti,
mostra tutta l’indisponibilità ad accogliere l’altro per quello che è.
Nel legame
affettivo vi è una sorta di tradimento del progetto unitivo espresso dal
raggiungimento di una dimensione in cui il noi della coppia assume
spessore.
Tale
tradimento è atto vampirico, teso a succhiare l’altro per nutrire solo
se stessi.
Ogni vero
simbolo è comunionale: non solo esprime comunione, ma la crea. Ogni
simbolo cristiano è comunionale, crea comunione.
La
sessualità è simbolica; è dono, è reciprocità, è uscire da se stessi per
esprimersi nella relazione.
Il simbolo,
nella relazione affettiva, è snaturato, perché rivolto alla propria
compiacenza, è distorto.
Non c’è
l’unità, la donazione, ma il compiacimento narcisistico
L’amore,
invece, non è un sentimento, è più di un sentimento, è uno stile di
vita, esprime un nuovo modo di comportarsi.
Non vive di
rimproveri, ma di accoglienza, attenzione.
Non vive di
pretese, di esigenze, di proteste ma di confronto sincero.
Non nasconde
i conflitti, ma li affronta con benevola comprensione.
Appare già
da questi pochi tratti come sia tutta un’altra cosa la dimensione
amorosa in una relazione uomo- donna rispetto ad una semplice dimensione
affettiva.
E’ innanzi
tutto parola espressa, dono di sé all’altro come proposta costruttiva
nel bene.
L’amore è
soprattutto disponibilità benevola all’altro. E’ sinfonia, armonia,
concordia ( avere lo stesso cuore). E’ accordo di cuori.
E’ realtà
nuova di due che, incontrandosi, generano un noi diverso dall’io e dal
tu. La relazione che si consuma nell’affettività, non ama la famiglia,
non ha cura della famiglia.
Custodire,
rivelare e comunicare l’amore: questa la missione della coppia che vive
in una dimensione amorosa e non semplicemente affettiva.
Incontriamoci Domenica 7 Maggio per parlarne insieme ed approfondire un
tema che di certo investe la nostra vita di coppia e di famiglia.
E’ un tema
che ci riguarda molto da vicino. Vi aspettiamo