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Carissimi,
vi invitiamo per
il nuovo anno 2006, alla giornata di spiritualità promosso da
“Famiglia
nuova”,
a Monteruscello presso l’Istituto Apostolico San Paolo
sito alle spalle
della Concattedrale San Paolo in via Corrado Alvaro n° 9:
A Monteruscello
Domenica 15 Gennaio alle ore 9.30
Il tema
dell’incontro sarà:
“Quale dialogo nella coppia ?”
Nota bene:
Come nell’ultimo incontro, avremo la Santa Messa nella prima mattinata,
per cui vi invitiamo ad essere puntuali per non incontrare difficoltà
nel rispettare i tempi necessari alla riflessione, al lavoro in coppia e
in gruppo.
Ci
incontreremo alle 9.30
per incominciare con la Santa Messa e subito dopo alla luce della
Parola di Dio affronteremo con le coppie presenti la riflessione sulla
tema della giornata.
Daremo al nostro
incontro un ritmo un po’ diverso dalle altre volte, svolgendo una
dinamica in coppia e in gruppo che impegnerà tutti in una profonda e
attenta introspezione.
Vivremo il pranzo
come condivisione.
[Invitiamo,
perciò, ciascuna coppia a provvedere portando qualcosa da mangiare per
condividerlo con gli altri come agape fraterna].
Dopo pranzo
continueremo il lavoro in gruppo, per giungere insieme ad una lettura
che coinvolga la nostra vita.
Il termine è
previsto per le 17.30
Quale
dialogo nella coppia ?
Il tema offre la possibilità ad ognuno di rivedere lo stile di vita
utilizzato nell’ambito della relazione di coppia.
Quanto spazio, quanto tempo la coppia dedica a se stessa per potersi
incontrare in una maniera soddisfacente?
Quale è la qualità del linguaggio impiegato?
In genere, la routine della vita prende i due della coppia.
Questi si lasciano travolgere da impegni vari, per cui, facilmente, si
limitano alle cosiddette comunicazioni di servizio che fanno scadere la
qualità del rapporto stesso.
Si arriva, inevitabilmente, all’insoddisfazione, a vivere il peso della
convivenza, la chiusura dell’altro come rifiuto. Non solo, ma quando la
coppia si accosta al dialogo, resta sopraffatta per una sorta di
impreparazione o per un eccessivo desiderio, quasi come se fosse
travolta dall’ ansia di prestazione.
Lo scontro diventa inevitabile. Lo scambio esplosivo, sovraccarico di
emotività repressa, inespressa, appare l’unico modo per entrare in
contatto con l’altro.
Il tumulto dei sentimenti rompe gli argini della comunicazione pacata ed
investe l’altro ponendolo o su un terreno di difesa passiva o di
contrattacco senza esclusioni di colpi. Non si risparmiano rimproveri,
giudizi, pregiudizi.
La tensione cumulata nei lunghi silenzi straripa portando alla
devastazione, prima, e, poi, se la coppia mostra una buona capacità di
recupero, ad un incontro costruttivo.
La crisi mostra il suo volto benevolo, diventando crescita a due,
confronto sereno, scambio verbale e non verbale. Il contatto da
travolgente diventa coinvolgente.
La coppia scopre così come il dialogo ha in sé una grande forza coesiva,
che aiuta i due a rendere, qualitativamente, lo stare insieme più
attraente, più piacevole.
Troppo spesso, però, si realizzano ferite profonde, che stentano a
rimarginare perché l’immaturità individuale viene a costituire un
grosso limite.
A mò di esempio, uno di questi limiti risulta essere l’instabilità
emotiva.
Una canzone
americana dei nostri giorni : “Non fare in modo che io sia fraintesa”
esprime già nel titolo tale discontinuo comportamento nell’ambito
dell’incontro a due e nel testo traduce tale difficoltà con le parole:
“se
sembro essere nervoso voglio che tu sappia che io non avrei mai
intenzione di prendermela con te.
Questa
è una cosa che non vorrei mai fare perchè ti amo”.
Il disagio
espresso è reale.
Il rischio
manifestato è che l’altro sia utilizzato come un frangiflutti personale
delle tensioni cumulatesi nelle svariate attività lavorative, sociali,
comunitarie che ci vedono impegnati nella vita di tutti i giorni.
La coppia ha
necessità di proteggersi, innanzitutto, non perdendo di vista l’amore
che li unisce, il bene comune da perseguire.
Piuttosto
che l’egoistico motto: Si salvi chi può!, diventa necessario
formulare il motto evangelico dell’unità, preso dalla preghiera
sacerdotale di Gesù, : Ut unum sint, espressa nel vangelo di
Giovanni, al capitolo 17, come benedizione ed augurio al tempo stesso.
Aiutiamoci a
curare il nostro dialogo in coppia, parlandone insieme il 15 gennaio,
all’inizio del nuovo anno 2006.
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