|
Carissimi,
vi invitiamo alla
giornata di spiritualità da vivere insieme come coppie cristiane a
Monteruscello presso l’Istituto Apostolico San Paolo sito nei locali
attigui alla Concattedrale San Paolo in via Corrado Alvaro n° 9:
Domenica 6 Marzo alle ore 9.30
Il tema
dell’incontro sarà:
“Distinti ma non distanti”
Vogliamo aiutarci e lasciarci aiutare
prima di tutto dalla Parola di Dio e poi dalle scienze umane a cogliere
quanto sia meglio fare per migliorare la relazione nella coppia e
costruire in famiglia rapporti più autentici.
Ci
incontreremo alle 9.30
per pregare insieme e riflettere sulla Parola di Dio, che introdurrà la
tematica da affrontare.
Celebreremo l’Eucarestia
prima del pranzo, che vivremo come condivisione.
[Invitiamo,
perciò, ciascuna coppia a provvedere portando qualcosa da mangiare per
condividerlo con gli altri come agape fraterna].
L’esperienza in gruppo sarà di aiuto per
giungere insieme ad una revisione dei vissuti personali e ad una
visione costruttiva del nostro essere coppie e famiglie cristiane.
Guarderemo in
maniera operativa gli aspetti posti in evidenza nel corso della
riflessione fatta nei gruppi per poi insieme tracciare alcuni possibili
itinerari da vivere nelle nostre famiglie.
Il termine è
previsto per le 17.30
“Distinti ma non distanti”
La coppia
cristiana è chiamata all’unità, ad essere una realtà unica. L’unità dei
distinti, celebrata nella realtà corporea della coppia uomo-donna, è
senz’altro il simbolo per eccellenza in cui si trova espresso l’avvenire
di tutto il cosmo.
L’antropologia
cristiana non guarda al singolo individuo, alla sua affermazione
individuale, ma bensì guarda ad una realtà relazionale, in cui si è
distinti come persone, ma non distanti.
Da qui la
riflessione che affronteremo nel nostro incontro di spiritualità, al
fine di scoprire tutta la bellezza di una tale dimensione unitaria dove
le diversità si ricompongono e le distinzioni non vengono annullate ma
valorizzate.
La composizione
dei distinti non realizza un’affermazione egoistica dell’individuo che
prevarica l’altro, ma soprattutto prende le distanze da un desiderio
profondo di affermazione di sé.
L’unità della
coppia non è un ideale utopico irrealizzabile nella vita quotidiana, ma
piuttosto diventa il progetto da vivere in due affiatandosi, curando le
diversità perché ci sia l’incontro tra persone, che hanno qualcosa da
raccontare di sé, della propria vita personale.
La distinzione
investe tutte le componenti della persona (corpo, sentimento, istinto,
affettività, spirito, volontà).
Proprio per
questo la ricerca dell’unità è un cammino interessante, appassionante,
che aiuta la coppia a desiderare di incontrarsi per rivelarsi all’altro.
Si tratta di
sperimentare la condivisione, partendo da ciò che si è: corpo, anima,
spirito.
Quanto spesso la
vita di coppia è incontro di solitudini, di incomunicabilità, di
sotterfugi per sfuggire alla relazione per paura di rivelarsi all’altro?
Quante volte ci
si nasconde all’altro per timore di coinvolgerlo, quasi come se la
relazione fosse da mantenere su livelli tesi unicamente a fare bella
figura, a fare colpo sull’altro, a dimostrare all’altro di essere
all’altezza?
Quanti
condizionamenti sociali investono la coppia stordita dal linguaggio
enfatico della pubblicità, dalle mode correnti dove tutto si consuma
nella logica superficiale del “mordi e fuggi”!
Aiutiamoci a
tenerci fuori da tali persuasioni sottili che in fondo aggrediscono
l’intimità della coppia trasformandola in un fenomeno dell’immediato,
dello stare bene sul piano strettamente materiale, tralasciando quelle
componenti profonde dell’essere umano che, se espresse, fanno sì che la
vita abbia un senso, che la realtà della coppia abbia il gusto della
vicinanza, dell’unità.
La vita di coppia
molte volte si articola in ruoli da rivestire, in schemi, in compiti da
assumere da parte di lui, di lei, credendo così di assicurarsi un
avvenire, ma purtroppo tutto ciò porta ad una sterile convivenza che va
sbiadendo i colori dell’entusiasmo e della passione con il trascorrere
degli anni.
Il mondo, oltre
al corpo, con il suo vestito più o meno alla moda, non riesce a mostrare
null’altro della coppia, mentre al mondo cristiano spetta dire qualcosa
di più.
Suonare l’armonia
delle distinzioni, dare libero corso alla polifonia delle differenze per
vivere la ricchezza dell’unità uomo-donna.
E’ alla coppia
cristiana che è possibile dire tutta la bellezza di essere due in una
carne sola in una prospettiva che è trinitaria, perché Dio, che è Amore,
è relazione di tre persone distinte, ma non distanti. Vi aspettiamo
Domenica 6 Marzo.
|