| Carissimi,
vi ricordiamo la
giornata di spiritualità da vivere insieme come coppie cristiane :
Domenica 16 Novembre alle ore 9.30
Il tema
dellincontro sarà:
Generazioni a confronto: genitori e figli
Tale argomento ci
trova tutti sufficientemente preparati, perché nelle nostre case quotidianamente facciamo
esperienza di quanto sia difficile capirsi tra genitori e figli, nonostante tutte le buone
intenzioni.
Vogliamo aiutarci
e lasciarci aiutare prima di tutto dalla Parola di Dio e poi dalle scienze umane a
cogliere quanto sia meglio fare nel rapporto con i nostri figli, per costruire relazioni
sempre più autentiche.
Ci incontreremo
alle 9.30 per pregare insieme e riflettere sulla Parola di
Dio, che introdurrà la tematica da affrontare.
Celebreremo
lEucarestia prima del pranzo, che vivremo come condivisione.
[Invitiamo,
perciò, ciascuna coppia a provvedere portando qualcosa da mangiare per condividerlo con
gli altri come agape fraterna].
Lesperienza in gruppo sarà di aiuto per giungere insieme ad
una revisione dei vissuti personali e ad una
visione costruttiva del nostro essere coppie e famiglie cristiane.
Guarderemo in
maniera operativa gli aspetti posti in evidenza nel corso della riflessione fatta nei
gruppi per poi insieme tracciare alcuni possibili itinerari da vivere nelle nostre
famiglie.
Il termine è
previsto per le 18.30
Generazioni a confronto: genitori e
figli
Innanzitutto
appare necessario chiarirsi cosa sintende per generazioni a confronto. Confrontarsi
è porre una cosa di fronte allaltra per conoscerne le somiglianze e le
dissomiglianze.
Confrontarsi
significa, quindi, mettere in luce sia ciò che unisce, ma anche ciò che divide.
Troppo spesso,
invece, nelle nostre case, non siamo disposti al confronto come sottolineato prima, ma
piuttosto si tende a creare ununiformità per quieto vivere fingendo un accordo,
oppure si arriva a contrasti più o meno vivaci che hanno il sapore di scontri piuttosto
che di serena pianificazione.
Sostanzialmente
abbiamo difficoltà ad accettare un pensiero diverso da quello personale. Ognuno di noi
pensa di avere ragioni da vendere a sostegno di un determinato punto di vista.
Si tratta
proprio di pensieri che non devono restare chiusi nella mente di chi li ha concepiti, ma
nel dialogo espressivo, nella comunicazione dei propri sentimenti, nellincontro con
laltro il pensiero personale deve diventare partecipata condivisione.
Quanto è
difficile trovare il tempo e lo spazio perché tutto questo si realizzi nelle nostre case!
Spesso le cose
si complicano ulteriormente quando come genitori ci accostiamo al mondo dei nostri figli e
ci troviamo a dovere affrontare con loro un qualsiasi problema.
Pregiudizi,
incomunicabilità, difficoltà affettive, visioni personali giocano un ruolo che blocca il
possibile confronto, lasciando slittare loccasione di dialogo in aspro contrasto
dove si arriva alla conflittualità più aperta quando si sottolineano i ruoli: chi sono
io e chi sei tu.
Questa è
lemblematica espressione della distanza, che pone luno di fronte
allaltro ma su un dislivello di generazione.
Per paura di
addentrarsi nel mondo dellaltro, in questo caso del figlio, ci si arrocca su
posizioni che non possono essere oggetto assolutamente di discussione e che conferiscono
un peso di soggezione allincontro già di per sé difficile.
E la
paura, in genere, il sentimento che viene a regolare i nostri rapporti con gli altri ed in
particolare con i figli.
Le nostre ansie,
le nostre inquietudini troppo spesso frenano, condizionano, fanno zittire il mondo dei
nostri figli, che avrebbero bisogno di essere incoraggiati ad esprimersi, di trovare nella
famiglia il luogo per essere accolti nelle loro difficoltà, nelle loro incertezze.
Il monito che
San Paolo indirizza a noi genitori ha ancora tutta la sua validità.
Nella lettera
agli Efesini al verso 4 del capitolo 6 San Paolo dice:
E voi
padri non inasprite i vostri figli, ma allevateli nelleducazione e nella disciplina
del Signore.
Egli sottolinea limpegno che come genitori è necessario
assumere in casa perché i figli ricevano un orientamento tale da accompagnarli nelle loro
scelte future.
Ed anche il monito
che arriva dal poeta G.K.Gibran ci pone forse in unottica un po diversa da
quella usuale; riportiamo soltanto la prima parte della sua famosa poesia:
I
vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie
dellardore che la Vita ha per se stessa.
Essi
vengono attraverso di voi, ma non da voi,
e
benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete
dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
poiché
essi hanno i loro pensieri
.
E
necessario parlarne insieme Domenica 16 Novembre. Vi aspettiamo.
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